romanzo
tuo.
LIBRI SU MISURADI EMANUELE ZARBA

UN ESEMPIO DEL VOSTRO FUTURO LIBRO

Una storia vera.
Da leggere, da immaginare.

Questo è un estratto di La nostra storia insieme, scritto da Emanuele Zarba. Un esempio di come i vostri ricordi possono diventare un romanzo.

Scorri verso il basso per continuare a leggere.

1

Prima di diventare noi

La vidi al Copacabana. Io ero al mare con gli amici, lei stava facendo le prove per il concorso Miss Summer 2009. Aveva diciotto anni, studiava ragioneria, i capelli rasati e la pelle abbronzatissima. La sua bellezza mi colpì immediatamente, ma a trattenermi fu il modo in cui sembrava appartenerle senza fatica. C’era una semplicità sfrontata in quella ragazza, qualcosa che attirava lo sguardo senza dare l’impressione di cercarlo a ogni costo.

E poi il sorriso.

Quando penso a Elisa, anche adesso, torno spesso lì. Al suo sorriso spontaneo, a quella parte del suo viso che mi sembrò vera prima ancora che avessi la possibilità di sapere qualcosa di lei. Mi piacque perché non riuscivo a separarlo dalla persona che avevo davanti. La trovavo bellissima, certo. Ma volevo scoprire che cosa sarebbe successo se quel sorriso fosse stato rivolto a me.

Quel giorno non ci parlammo.

1

È un particolare che mi fa sorridere, considerando tutto quello che è venuto dopo. L’inizio della nostra famiglia, almeno per me, passò attraverso una ragazza vista al mare e la decisione di cercarla su Facebook quella sera. Niente presentazioni organizzate, nessun amico incaricato di capire se potessi interessarle. La cercai perché mi aveva colpito e perché lasciar passare la giornata senza tentare di conoscerla mi sarebbe sembrato assurdo.

Cominciammo a scriverci del più e del meno. Di quei messaggi non ricordo ogni parola, e non voglio sostituire ciò che il tempo ha cancellato con frasi più belle di quelle che ci siamo detti davvero. Ricordo però che mi raccontò l’emozione per la sfilata. Era un momento importante per lei e io cercai di incoraggiarla. Le dissi che era pronta, che era bellissima.

Era quello che pensavo.

2

Mi piace ritrovare, nel ricordo di quella conversazione, un gesto che allora non poteva avere il significato che gli attribuisco oggi. Lei mi parlava di qualcosa che stava per affrontare e io provavo a darle fiducia. Non sapevamo ancora nulla di noi, delle scelte che avremmo fatto, delle volte in cui uno avrebbe avuto bisogno dell’altro. C’era soltanto una ragazza emozionata e un ragazzo che desiderava conoscerla. Eppure, ripensandoci, riconosco qualcosa che sarebbe rimasto: il piacere di esserci.

Dopo qualche giorno le chiesi di uscire.

Il nostro primo appuntamento fu a Macchitella, alla Creperia. Ci sono ricordi che diventano meno precisi negli anni e altri che conservano un punto fermo. Di quella sera, il mio è la sensazione provata nel trovarmela davanti. Elisa si presentò vestita con semplicità, una semplicità che le donava e che mi fece pensare ancora una volta a quanto fosse bella.

La guardavo e desideravo che la serata andasse bene. Ma ciò che mi sorprese fu quanto poco avessi bisogno di sforzarmi perché accadesse.

3

Le offrii qualcosa da bere e ci spostammo sul retro del locale per conoscerci meglio. Fra noi non c’era quell’imbarazzo che spesso accompagna i primi incontri, quando ogni pausa sembra chiedere di essere riempita e ogni parola passa attraverso il timore di risultare sbagliati. Con Elisa mi sentii a mio agio da subito. La trovavo vicina in un modo che ancora non sapevo spiegare.

Avevamo appena cominciato a conoscerci, e io mi comportavo già come se la sua presenza nella mia vita fosse la cosa più naturale del mondo.

«Tu sei mia.»

Glielo dissi quella sera.

A ripensarci oggi, so quanto potessero sembrare avventate quelle parole. Non avevamo una storia alle spalle, non ci eravamo ancora messi alla prova, non conoscevamo le abitudini e le fragilità dell’altro. Ero un ragazzo di ventitré anni davanti a una ragazza che gli piaceva moltissimo. Avrei potuto limitarmi a godermi l’appuntamento, lasciare che le cose prendessero forma con calma.

Invece mi uscì quella frase.

Elisa sorrise.

4

È la sua reazione che ricordo, più di qualsiasi spiegazione potrei dare adesso. Non sembrò spaventata dalla mia sicurezza, né infastidita da quel modo diretto di avvicinarmi a lei. In quel momento riuscimmo a capirci. Io le stavo dicendo, con l’impazienza e l’entusiasmo che avevo allora, quanto desiderassi averla accanto. Lei sorrise e rimase lì, serena, rendendo tutto più semplice.

Non posso raccontare che cosa pensasse. Posso raccontare quello che vidi e ciò che provai: mi sembrava contenta di essere con me. E io ero contento in un modo che non sentivo il bisogno di nascondere.

Facemmo una passeggiata e la presentai ai miei amici come la mia ragazza.

Subito. Quella stessa sera.

Rimasero di stucco. Capivo la loro sorpresa: fino a poco prima ero uscito per un appuntamento e adesso mi presentavo con Elisa al fianco, dando un nome a qualcosa che stava appena nascendo. Ma non sentii il bisogno di correggermi o di aggiungere una battuta per alleggerire quello che avevo detto. Mi veniva naturale chiamarla così.

5

Lei, accanto a me, sembrava serena e contenta di come la presentavo. Quel ricordo mi è rimasto perché nella mia decisione improvvisa non ero solo. Non avevo la sensazione di trascinarla dentro un entusiasmo che apparteneva soltanto a me. C’era un’intesa, ancora giovane e senza definizioni, che ci permetteva di stare vicini senza dover discutere ogni passo.

La sera proseguì e arrivò il momento di accompagnarla a casa.

Eravamo in macchina, nelle strade vicine al porto, quando ci baciammo per la prima volta. Fu un avvicinamento cercato da entrambi, delicato e romantico. Non ricordo quel bacio come un gesto separato da tutto il resto, il momento in cui una serata cambiò improvvisamente direzione. Lo ricordo come il punto a cui eravamo arrivati insieme, dopo esserci cercati nei messaggi, esserci incontrati e aver scoperto quanto fosse facile stare l’uno accanto all’altra.

Un sigillo al nostro inizio.

6

FINE DELL’ESTRATTO

La prossima storia
potrebbe essere la vostra.

Copertina, dedica e racconto saranno creati a partire dai vostri ricordi.

Crea il tuo romanzo Torna al sito